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A Palermo sotto il parco della Favorita esiste un grande segreto.

Negli anni precedenti e durante la Seconda Guerra Mondiale sono state costruite 12 cisterne ipogee per contenere il carburante ad uso militare.

 

Queste cisterne hanno dimensioni faraoniche con il loro diametro di 32 metri e l’altezza di 16 metri e mezzo e sono tra loro collegate tramite una rete di gallerie sotterranee.

 

Da 75 anni sono nascoste sotto il parco, ai piedi del Monte Pellegrino.

Spesso viene dimenticato che la Sicilia è il primo lembo di terra della Fortezza Europa liberato dal nazifascismo, che dei soldati hanno combattuto e perso la vita per aprire un nuovo fronte in Europa occidentale. L’operazione Husky, lo sbarco in Sicilia il 10 luglio 1943, è stata una delle più grandi operazioni anfibie della Seconda Guerra Mondiale.

Già nel corso della sua preparazione è stata un’operazione eccezionale con dei colpi di scena incredibili. Un esempio è l’Operazione Mincemeat: una complessa messa in scena per fare credere ai tedeschi che le operazioni di sbarco in Sicilia erano finte.

 

Il Progetto WWIIMM è un progetto ambizioso di recupero delle cisterne progettate da Pier Luigi Nervi per trasformarle in una grande museo internazionale sulla Seconda Guerra Mondiale, per non dimenticare una pagina indelebile del XX secolo che ha segnato l’intera storia dell’umanità.

 

 


Il luogo:

La Riserva Naturale Orientata: Il Parco della Favorita e il Monte Pellegrino.

L’area nella quale insiste il sito è all’interno della Riserva Naturale Orientata Monte Pellegrino, nella zona di confine tra la storica Real Tenuta della Favorita, voluta nel 1799 da Ferdinando III di Borbone (oggi comunemente definito Parco della Favorita) e il massiccio montuoso calcareo del Monte Pellegrino, contraddistinto da una orografia estremamente movimentata fatta di contrastanti asperità e dolci declivi, maestosamente isolato al centro della Conca d’Oro e prospiciente nel blu del Mare Tirreno, caratteristiche che hanno portato Johann Wolfgang von Goethe a definirlo “Il più bel promontorio del mondo”.

La Riserva, posta a nord del centro antico di Palermo e a sud della pittoresca borgata marinara di Mondello, ospita tutta una serie di luoghi e punti di interesse che ne contraddistinguono una singolarità fuori dal comune: più di 130 grotte di origine marina e carsica, incisioni rupestri del Mesolitico nelle grotte dell’Addaura e nella grotta Niscemi, il Santuario di Santa Rosalia, il Gorgo omonimo, punti panoramici di suggestiva bellezza, il maestoso Castello Utveggio del Santangelo, lo storico Parco della Favorita con la sua fitta boscaglia di leccio e lentisco, le Scuderie Reali, le Torri Borboniche, la particolare Palazzina (o Casina) Cinese del Marvuglia, la monumentale Fontana d’Ercole, il vivaio comunale, un’ampia e variegata selezione di specie floristiche e faunistiche grazie al particolare salto di 600 metri e tutta una serie di boschi figli della forestazione effettuata negli anni trenta del ‘900.

E tra questi luoghi, ultimo (ma solo per “scoperta”) la serie di cisterne ipogee, progettate da Pier Luigi Nervi, celate sotto il naturale declivio ai piedi delle ripide pareti occidentali del Monte e il confine orientale dell’antico Parco borbonico.

 


Le cisterne:

Ciascuna delle 12 cisterne è impostata su pianta circolare dal diametro di 32 metri, su cui spicca una selva di ventidue colonne, per un’altezza interna di ben 16 metri e mezzo: si tratta della realizzazione di un progetto prototipo in località coperta da segreto militare, giunta fino a noi, inconsapevoli custodi di un tesoro dal valore incommensurabile.

Pur non essendo stati ideati per essere visitati, paradossalmente gli spazi interni delle cisterne vincono tale limitazione lasciando estasiato il visitatore.

Il ritrovamento e l’attribuzione di paternità, mettono in luce il ruolo che queste strutture posseggono rispetto alla storia dell’architettura e testimoniano un brano della storia della seconda guerra mondiale, imponendosi a chiedere nuova consapevolezza per loro stesse e per le vicende che attorno si sono sviluppate.

 

 


Il Museo:

Un Museo internazionale

Il progetto propone la conversione degli spazi ipogei delle cisterne militari di Pier Luigi Nervi in museo della Seconda Guerra Mondiale.

 Un museo che sappia restituire testimonianza degli avvenimenti in una modalità nuova, che sia rispettosa di tutti i protagonisti a qualsiasi livello coinvolti.

Infatti si propone di dedicare uno spazio ad ogni attore coinvolto in questo grande conflitto mondiale permettendoci di poter raccontare come lui stesso ha vissuto quegli anni.